“E’ un luogo di raccordo dove il semplice scorrere dell’acqua ricostruisce armonie dimenticate, fra l’uomo e gli elementi della Natura”.

Ecco come estrarre i principi attivi dalle Erbe Officinali


Iniziamo la nostra rubrica andando a conoscere qual è ilmodo migliore perestrarre i principidelle erbe officinali ebeneficare dei loroeffetti terapeutici.

L’uso di erbe e piante nella cucina e nella salute, pur essendo una tradizione consolidata, merita una certa attenzione per evitare che possano causare disturbi più o meno gravi al nostro equilibrio biologico. Questo impone conoscerne le caratteristiche e come trattarle prima del loro consumo.

Queste righe introduttive vogliono ricordare le tecniche più comuni nella preparazione casalinga di estratti da utilizzare come integratori-riequilibratori e, perché no, solo per il piacere di assumere una bevanda piacevole.

L’estrazione dei principi attivi

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I sistemi di estrazione dei principi attivi sono diversi e dipendono principalmente da ciò che uno vuole estrarre ed assumere per uno specifico fine.

L’insieme dei principi attivi contenuti nelle varie parti della pianta (foglie, fusto e radici) è definito “fitocomplesso” e, come tutte le molecole chimiche, hanno specifiche proprietà: alcune si sciolgono in acqua, altre in alcol e altre ancora in olio.

Poiché queste molecole sono contenute nelle cellule vegetali, occorre che le parti da utilizzare siano messe a contatto con il solvente (acqua, alcol, olio) per un certo tempo e a una specifica temperatura. Il valore della temperatura e il suo mantenimento nel tempo è un fattore importante e critico perché può causare l’inattivazione di principi attivi riducendo così l’azione dell’estratto e alterandone le caratteristiche organolettiche.

Di seguito si riportano i due tipi più comunemente utilizzati di estrazione con acqua.

  • Infuso – Il procedimento è usato solitamente per estrarre i principi attivi contenuti nella droga (preparato) costituita dafoglie e fiori o, comunque, da parti tenere della pianta; il solvente solitamente utilizzato é l’acqua.

Per preparare un infuso si procede nel modo seguente: si metta la droga in un recipiente munito di coperchio; é preferibile usarerecipienti di vetro o di ceramica. A parte si porta a ebollizione l’acqua che sarà poi versata, in quantità ben definita, nel recipiente contenente il preparato. Si copre il recipiente e si lascia riposare per un tempo compreso tra 10 e 20minuti. Una volta raffreddatosi, l’infuso deve essere filtrato utilizzando una garza fine o un piccolo telo di lino. Deve essereconsumato subito, mai bollente, né freddo e può eccezionalmente essere edulcorato con miele.

Un caso particolare di infuso è la Tisana.

La tisana è nella pratica é un preparato rappresentato da una miscela di droghe in specifici rapporti.

Ad esempio, il té verde o la camomilla sono infusi mentre una miscela di droghe costituita da té verde, melissa e rosa canina in specifiche proporzioni é una tisana.

  • Decotto – Il procedimento è preferibile utilizzarlo con le parti più coriacee della pianta (radici, legni, semi, cortecce), in caso di erbe “più coriacee” o per particolari tipi di estrazioni.

La droga, nella dose appropriata, può essere posta direttamente in acqua fredda e riscaldata a fuoco lento fino a ebollizione. Si continuerà la bollitura della miscela per un tempo compreso tra 5 e 30 minuti (è funzione della tipologia di estrazione che si vuole realizzare). Al termine si filtrerà a caldo e si coprirà fino al raggiungimento della temperatura adeguata per l’assunzione.

Anche in questo caso si può edulcorare con miele.

Infusi, decotti e tisane non sono solo utilizzati per essere assunti come bevande ma si possono impiegare pertrattamenti alla pelle, alle articolazioni o come lavaggi di ferite, occhi, ecc..

Adesso che conosci la differenza tra infusi, decotti e tisane ti aspettiamo alle Terme di Sassetta per degustare le nostre Tisane offerte in abbinamento ai Trattamenti!

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